Recensione "L'ultimo sorriso" di Alfonso Pistilli


Buonasera cari lettori, oggi vi consigliamo un giallo avvincente e ben scritto, ovvero “L’ultimo sorriso” di Alfonso Pistilli. L’evento da cui prende avvio la vicenda è il ritrovamento del cadavere di Halina, una giovane escort lituana. Dopo brevi e superficiali indagini, la polizia archivia il caso come suicidio. Tuttavia Alessandro, protagonista del romanzo nonché grande amico della defunta, non si rassegna a questa ipotesi perché conosce troppo bene Halina per credere che si possa essere tolta la vita. Qualcuno deve averla uccisa. Così Alessandro, venditore di vacanze porta a porta che fino a quel momento ha vissuto passivamente lasciandosi continuamente giudicare e influenzare dagli altri, decide di prendere in mano le redini della sua vita e di condurre delle indagini private affinchè l’assassino di Halina sconti la pena che merita. Al suo fianco ci sarà Suela, figura enigmatica che sin dall’inizio sembra nascondere qualcosa…
“Si svolgono oggi i funerali della giovane escort trovata morta nel suo appartamento nel centro di Bari. Fonti vicine alla polizia affermano che il caso va verso l’archiviazione, confermando l’ipotesi iniziale di suicidio.”Il trafiletto di taglio basso segna l’epilogo di questa brutta storia, da cui sto cercando di venire fuori rendendo le mie giornate sempre più routinarie. Curioso come una singola parola stabilisca l’importanza di una notizia in prima pagina: sì, perché se invece di “suicidio” ci fosse stato “omicidio”, oggi Halina avrebbe guadagnato, suo malgrado, le nove colonne di testata. Non che la cosa abbia rilevanza, ma mi irrita il pensiero che il dolore possa avere un prezzo differente.

Quello che viene dedicato alla vicenda è un misero trafiletto non solo perché si pensa si sia trattato di suicidio, ma anche perché la sua protagonista era una escort, per molti una puttana. Non una persona in carne ed ossa con un proprio vissuto e una propria dignità, ma una donna disposta a vendere il proprio corpo per soldi e in quanto tale una persona di serie B, la cui morte, nella mentalità spaventosa e retrograda di molta gente, conta meno.
Il pregiudizio, infatti, si rivela sin dall’inizio impossibile da estirpare. Persino l’amicizia sincera e genuina tra Halina e Alessandro viene contaminata dal dubbio, dal sospetto, da una viscida malizia (<<Giovanni scusami se ti disturbo mentre mangi. La ragazza trovata morta nel palazzo accanto era la mia migliore amica.>> <<Ah, sì. Immagino>> replica condendo le parole con un ghigno malizioso che lascia intravedere un molare d’oro.)

Il romanzo è scorrevole e arricchito da descrizioni particolareggiate ed evocative. Particolarmente toccanti e significative risultano quelle riguardanti il giorno dei funerali.

Mentre raggiungo la chiesa di Santa Croce in via Crisanzio, una sottile pioggerellina lucida la pietra bianca dei marciapiedi, donando sfumature arcobaleno alle chiazze d’acqua sotto i gradini, illuminate da un sole che sta combattendo la sua personale battaglia con le nuvole. Mi scrollo l’acqua dalle spalle con una mano, mentre salgo i sei scalini che dividono il sagrato dalla chiesa. La luce filtra fiaccamente dalle aperture laterali a forma circolare, come un proiettore sull’ultimo palco di un attore al tramonto. Il feretro di Halina è sul granito rosso; tutt’intorno, banchi vuoti. 
Interessante è anche l’evoluzione del protagonista, Alessandro, inizialmente molto impacciato e insicuro. Nel corso della storia il suo personaggio cresce, si evolve e riesce a superare i propri limiti. Grazie all’acquisita fiducia in se stesso egli riesce anche ad appianare le divergenze con la sua fidanzata, Alessandra, e a vivere serenamente il rapporto di coppia. All’autore va il grande merito di aver creato un personaggio realistico, dinamico, al quale il lettore finisce per affezionarsi.

Abbiamo apprezzato molto il romanzo anche perché tratta tematiche drammaticamente attuali come la droga, il calcioscommesse e la corruzione dilagante che come tentacoli avviluppano e soffocano il nostro Paese. Ma ciò che abbiamo adorato della storia è che, nonostante si tinga anche di toni cupi e avvilenti, rappresenta un inno alla bellezza. Alla bellezza di Bari, città di cui l’autore parla come solo chi nasce in un determinato luogo può fare. Alla bellezza della gente del sud, rappresentata da Vitino, strampalato barista pronto ad elargire conforto e sorrisi sdentati a chiunque ne abbia bisogno. E infine alla bellezza dei veri valori, primo fra tutti l’amicizia, quella sincera, incontaminata e priva di secondi fini.

Per concludere, vogliamo ringraziare Alfonso per aver riposto in noi la sua fiducia consentendoci di leggere questa bellissima opera. Leggete “L’ultimo sorriso” e non ve ne pentirete!





Commenti

Post popolari in questo blog

Recensione "Il posto dei sogni possibili" di Rosario D'Agata

Recensione “Il paese degli addii” di Atia Abawi